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SANITA’: DIRETTIVA DELL’ASSESSORE RUSSO CONTRO GLI SPRECHI

di Guido Monastra
Palermo, 1 novembre 2008 - Per la prevenzione del carcinoma del collo dell’utero (papilloma virus) la Sicilia ha speso nel 2008 molto di più rispetto alla media nazionale. Partendo da questi dati, l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, nell’ambito delle rigorose iniziative assunte contro gli sprechi, ha avviato un’indagine interna che ha permesso di stabilire che le direttive impartite nel passato dall’Ispettorato regionale alle Ausl per l’approvvigionamento dei vaccini non sono conformi alle indicazioni fornite dal ministero della Salute, comportando peraltro una spesa ben maggiore di quella sostenuta da molte altre regioni per la stessa identica campagna di prevenzione. L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato l’immissione in commercio di due vaccini, il Gardasil e il Cervarix, includendoli nel programma di vaccinazione gratuita contro il papilloma per le ragazze nel corso del dodicesimo anno di vita. La Commissione salute del ministero ha successivamente sottolineato che, siccome entrambi i vaccini presentano profili di sicurezza, efficacia ed equivalenza ai fini della prevenzione del carcinoma del collo dell’utero (obiettivo principale di salute pubblica), “è valutazione condivisa che una gara basata solo sul prezzo permetta di ottenere i risultati più convenienti, valutabili in economie del 20-25%”: indirizzo, questo, assunto da ben 12 regioni italiane.
Le Ausl siciliane, invece (ad eccezione dell’Ausl 1 di Agrigento), hanno acquistato il Gardasil “in esclusiva”, senza gara ad evidenza pubblica, sulla base delle indicazioni contenute in un decreto dell’ispettorato dell’11 marzo 2008 il quale fa proprio un documento di indirizzo di un comitato tecnico scientifico regionale, secondo cui è preferibile l’uso del vaccino quadrivalente (il Gardasil, appunto). In termini economici, secondo il prezzo negoziato dall’Aifa, ogni dose di vaccino Gardasil è valutata 104 euro contro i 95 del Cervarix: prezzi di listino che possono essere fortemente abbattuti attraverso una gara pubblica d’acquisto. Ad esempio, la Lombardia, che come altre regioni ha acquistato con gara pubblica, si è aggiudicata a meno di 69 euro lo stesso prodotto farmaceutico acquistato in Sicilia, il Gardasil. Considerato che il fabbisogno stimato annuo per la Sicilia è di 78.690 dosi (3 dosi per 26.230 ragazze) con la nuova direttiva voluta dall’assessore Russo è possibile un risparmio di una cifra compresa tra 1 e 2,5 milioni di euro all’anno. “Certi sprechi non sono più tollerabili - sostiene l’assessore Russo -. C’è un parere reso dal “tavolo ministeriale” lo scorso anno secondo cui le Regioni che sono in forte disavanzo e hanno sottoscritto l’accordo sul “piano di rientro” non possono erogare prestazioni aggiuntive non autorizzate a carico del servizio sanitario nazionale. Continuerò sulla strada del rigore e dei controlli, è necessario voltare pagina. Forse non è abbastanza chiaro che tutti gli sprechi pubblici alla fine gravano sulle tasche del cittadino in termini di maggiori tasse. E’ proprio il deficit della sanità il vero problema che non è più socialmente sostenibile”. Nella direttiva, l’assessore Russo invita il dirigente generale dell’ispettorato a revocare il decreto dirigenziale dell’11 marzo 2008 affinchè, considerata l’equivalenza terapeutica dei due vaccini, si proceda al loro acquisto con gara ad evidenza pubblica.

D'Agata: fatela finita col photored

Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, segnala un’importante sentenza in tema di PHOTORED
La Cassazione bacchetta il Comune di Cavallino per la collocazione dell’apparecchiatura e per le modalità delle rilevazioni fotografiche semaforiche condannandolo alla refusione delle spese e confermando la sentenza del Giudice di Pace di Lecce
Lecce, 1 nov. 2008 -“ In tema di violazioni al codice della strada, con riferimento al rilevamento automatico delle infrazioni a mezzo di apparecchiature, ai sensi del comma 1-ter dell'articolo 201 cod. strada - introdotto dall'articolo 4 del d.l. 27 giugno 2003 n. 151 conv. nella legge 1 agosto 2003 n. 214 - , le amministrazioni comunali, che di dette apparecchiature si servono, hanno l'obbligo di rispettare le specifiche disposizioni, dettate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, necessarie a garantirne l'esatto funzionamento e, in particolare, quelle, contenute nell'articolo 2 del d.m. 1130 del 2004, relative alla collocazione dell'apparecchiatura ed alle modalità e tempi delle rilevazioni fotografiche. (Nella fattispecie, relativa alla contestazione dell'attraversamento di un incrocio con il semaforo rosso, la S.C. ha confermato la sentenza del giudice di pace secondo cui l'omologazione non era condizione sufficiente da sola a garantire il perfetto funzionamento dell'apparecchiatura di rilevamento in assenza di organi di polizia) “.
Ancora una volta il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, chiede alle P.A. di farla finita con questi strumenti che servono solo per fare cassa annullando in via di autotutela i verbali sino ad oggi elevati, perché riteniamo che la sicurezza stradale possa essere perseguita con più efficaci strumenti quale la messa in sicurezza delle strade nonché con campagne educative più persuasive specie nei confronti dei giovanni. Di seguito il testo della sentenza. Giovanni D’AGATA*
*Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore”
Sez. 2, Sentenza n. 558 del 11/01/2008
Presidente: Settimj G. Estensore: Atripaldi U. Relatore: Atripaldi U. P.M. Destro C. (Conf.)
Com. Cavallino (Caggia ed altro) contro Pisano (Petrucci ed altro)
(Sentenza impugnata: Giud. pace Lecce, 23 Marzo 2005)

CIRCOLAZIONE STRADALE - SANZIONI - IN GENERE - Rilevamento automatico delle infrazioni a mezzo di apparecchiature ai sensi del comma 1 ter dell'articolo 201 cod. strada - Condizioni per l'esatto funzionamento - Fattispecie.

Decreto Legge 27/06/2003 num. 151 art. 4
Legge 01/08/2003 num. 214
Cod. Strada art. 146 comma 3
Cod. Strada art. 201
Reg. Esec. Cod. Strada art. 384

(omissis)

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Il Comune di (..) ha impugnato, nei confronti di (..), con ricorso notificato il 18 maggio 2005, la sentenza del Giudice di pace di Lecce, depositata il 23 marzo 2005, che aveva annullato l'opposto verbale di contestazione della violazione dell'art. 146 comma 3 C.d.S., accertata dalla polizia municipale, per avere l'auto dell'opponente attraversato un incrocio nonostante il semaforo proiettasse luce rossa.

Lamenta la violazione degli artt. 201 comma 1 ter C.S. e 385 Reg. esec., nonché omessa, errata e insuffi­ciente motivazione, atteso che, contrariamente a quanto affermato dal giudice di pace, che non aveva te­nuto conto dell'effettiva realtà risultante dagli atti pro­cessuali, l'apparecchiatura di rilevamento della violazione non era posizionata a terra, ma, protetta in un armadio di acciaio, non poteva essere manomessa, ed il secondo scatto della foto riproduceva l'auto al centro dell'incrocio e non, come erroneamente sostenuto nella impugnata sentenza, quando già aveva superato l'incrocio.

L'intimato resiste.

Attivata la procedura ex art. 375 c.p.c., il P.G. ha chiesto la trattazione del ricorso in P. U.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il ricorso si palesa privo di giuridico fondamento.
Non sussiste, infatti l'asserita violazione di legge dato che il giudice di pace correttamente non ha considerato l'omologazione quale condizione sufficiente da sola a garantire il perfetto funzionamento delle ap­parecchiature di rilevamento automatico delle infrazioni al semaforo rosso senza la presenza degli organi di polizia (cfr., recentemente, Cass. 17 novembre 2005 n. 23301 e 11 aprile 2006 n. 8465); ciò in quanto le amministrazioni comunali hanno anche l'obbligo di ri­spettare le specifiche disposizioni, dettate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, necessarie a garantirne l'esatto funzionamento; ed, in particolare, quelle, contenute nell'art. 2 del decreto ministeriale 1130/04, relative alla collocazione dell'apparecchiatura ed alle modalità e tempi delle rilevazioni fotogra­fiche ritenute nella specie violate, con valutazioni in fatto, logicamente motivate e perciò insindacabili in questa sede.
Palesemente infondato risulta, infatti, anche la doglianza concernente il denunciato vizio motivazionale, che sembra prospettare, in realtà, un inammissibile vizio revocatorio, denunciando una falsa rappresentazione della «realtà processuale», e che comunque implica accertamenti in fatto non consentiti nel giudizio di legittimità.
Al rigetto, segue la condanna alle spese.

AGRICOLTURA: FINANZIATI 42 MERCATI CONTADINI IN SICILIA

Palermo, 31 ottobre 2008 - Al via in Sicilia 42 mercati contadini. E’ pronta la graduatoria relativa al bando pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione dell’11 aprile scorso. L’assessorato regionale all’Agricoltura ha stanziato 1 milione di euro che serviranno per l’allestimento degli stand mobili e delle attrezzature connesse. La creazione dei cosiddetti farmer’s market nasce dall’idea di promuovere la “filiera corta”, in risposta al caro prezzi. A beneficiare dei contributi saranno i Comuni, le associazioni o le unioni di Comuni che hanno partecipato alla manifestazione d’interesse superando le selezioni effettuate dall’assessorato. Tra i criteri che hanno influito nella graduatoria, il maggior peso è stato dato al cofinanziamento da parte delle amministrazioni locali; alla collocazione del mercato vicino a un bene monumentale o archeologico; alla disponibilità di parcheggi nella zona; all’eventuale partnariato con associazioni di categoria, Gal (Gruppi di azione locale), Slow Food.
“Da un lato - spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via - garantiamo un margine di guadagno maggiore per i produttori e, dall’altro, la genuinità di frutta e verdura per i consumatori. In questo modo eliminiamo tutti i passaggi intermedi: l’agricoltore vende direttamente i propri prodotti al consumatore, con la possibilità di abbattere i prezzi di almeno il 30%. Siamo consapevoli che non si risolve il problema, ma è sicuramente un passo verso la soluzione”.
Si tratta di un bando pilota, visto che nel nuovo Programma di sviluppo rurale 2007/2013 è prevista una misura specifica di finanziamento. L'obiettivo è quello di ripetere l’esperienza positiva di altri Paesi come Francia e Gran Bretagna, dove il fenomeno è in rapida espansione. Soprattutto negli Stati Uniti c’è stato un vero e proprio boom, con un aumento, negli ultimi dieci anni, del 53 per cento dei farmer’s market, che ormai sono oltre 4mila, 500 dei quali nella sola California. A garantire sulla qualità e sulla sicurezza alimentare, ma anche sui prezzi e sul fatto che a vendere saranno esclusivamente gli agricoltori, sarà l’assessorato.
“Gli agricoltori che vorranno fare parte dei mercati - afferma il dirigente generale del Dipartimento interventi infrastrutturali dell’assessorato, Dario Cartabellotta - saranno obbligati all’accreditamento, una sorta di lasciapassare che verrà rilasciato solamente a tutti coloro che rispetteranno i requisiti previsti dal bando. Un obbligo che vuole essere testimonianza di sicurezza per i consumatori”.
L’assessorato, infatti, non si limiterà al solo finanziamento, ma avrà un ruolo di coordinamento organizzativo e sanitario nei singoli mercati per quello che riguarda la selezione e il controllo delle aziende, ma anche dei prezzi. Prevista, per completare l’offerta, l’interscambiabilità delle aree e dei produttori. Per esempio, se un determinato prodotto non è presente in un mercato lo si potrà fare arrivare facendo trasferire i produttori. In ogni mercato, oltre alla presenza di un rappresentante dell’assessorato, è prevista anche una sorta di animazione, con degustazioni e punti di informazione per dare notizie utili ai consumatori.
Questi i 42 beneficiari:
Società consortile “Le cinque valli” (con sede a Vallelunga Pratameno, in provincia di Caltanissetta); Unione di Bovo Marina, Eraclea Minoa, Torre Salsa, Scala dei turchi, (con sede a Siculiana, in provincia di Agrigento); Consorzio “Valle dell’Ippari” (con sede a Vittoria, in provincia di Ragusa); Ribera (insieme a Calamonaci, Villafranca Sicula, Lucca Sicula e Burgio, in provincia di Agrigento); Unione “Feudo D’Alì” (Raffadali, Sant’Elisabetta, Ioppolo Giancaxio, Sant’Angelo Muxaro, in provincia di Agrigento); Unione “Val d’Himera settentrionale” (Caltavuturo, Scillato e Sclafani Bagni, in provincia di Palermo); Unione “Valle del Sosio” (Bisacquino, Chiusa Sclafani, Giuliana, Palazzo Adriano e Prizzi, in provincia di Palermo); Montevago-Terre Sicane (Montevago, Menfi, Sambuca di Sicilia e Santa Margherita del Belice, in provincia di Agrigento); Unione “Monreale Jetas” (Monreale, San Giuseppe Jato, Camporeale, e San Cipirello, in provincia di Palermo); Unione “Valle degli Iblei” (Buccheri, Buscemi, Canicattini Bagni, Cassaro, Ferla, Palazzolo Acreide, e Sortino, in provincia Siracusa); Unione dei Nebrodi (Capo d'Orlando, Sant’Agata di Militello, San Fratello, Caronia, Torrenova e Santo Stefano di Camastra, in provincia di Messina);
Unione “Valli Ioniche peloritane” (Mandanici, Roccalumera, Furci Siculo, Santa Teresa di Riva, Sant’Alessio Siculo, Savoca, Alì Terme, Nizza di Sicilia, Itala, Scaletta Zanclea, Pagliara, Antillo, Roccafiorita, Limina, Forza D'Agrò, Fiumedinisi, Alì e Casalvecchio Siculo, in provincia di Messina); Unione “Valle del Torto e dei feudi” (Roccapalumba, Alia, Castronovo di Sicilia, Lercara Friddi, Valledolmo e Vicari, in provincia di Palermo); Unione “Dall’Eleutero a Rocca Busambra” (Marineo, Bolognetta, Godrano, Villafrati e Cefala Diana, in provincia di Palermo); Unione del corleonese (Corleone, Campofiorito e Contessa Entellina, in provincia di Palermo);
Unione “Valle dei Nebrodi” (Galati Mamertino, Tortorici, Castell'Umberto, San Marco d'Alunzio, Caprileone e San Salvatore di Fitalia, in provincia di Messina);
E poi i Comune di: Leonforte (En); Ragusa; Palma di Montechiaro (Ag); Alcamo (Tp); Librizzi (Me); Sant’Angelo di Brolo (Me); Cefalù (Pa); Agrigento; Lentini (Sr); Niscemi (Cl);Siracusa; Agira (En); Sciacca (Ag); Castelvetrano (Tp); Barcellona Pozzo di Gotto (Me); Caltagirone (Ct); Sortino (Sr); Caltanissetta; Bivona (Ag); Mineo (Ct); Trapani; Palermo; Caccamo (Pa); Messina; Erice (Tp); Castelbuono.
Le richieste pervenute sono state 52: sei Comuni (Giarre, Caronia, San Cipirello, Nicosia, Ciminna e Rosolini) sono stati esclusi perché la documentazione inviata era incompleta; tre (Castiglione di Sicilia, Francavilla di Sicilia e Milazzo) perché la domanda è arrivata fuori termine; uno (Alia) perché era già presente nell’Unione dei Comuni “Valle del Torto e dei feudi”.
Fabio De Pasquale

TGWEB / CREDITO D’IMPOSTA, “SEGNALE FORTE PER CHI PRODUCE”

Palermo, 31 ottobre 2008 - “Quelli per il credito d’imposta saranno fondi ben spesi. Utilizzeremo risorse regionali ma anche parte dei fondi comunitari e di quelli destinati alle aree sottoutilizzate affinché il provvedimento abbia una copertura ingente, possa rappresentare un’opportunità seria e costituire, allo stesso tempo, un segnale forte per chi produce”.
L’assessore al Bilancio e Finanze, Michele Cimino, spiega al TgWeb della Regione Siciliana (www.regione.sicilia.it/tgweb) i benefici che il disegno di legge, attualmente all’esame della competente commissione dell’Ars, porterà per l’economia dell’Isola.
“Si tratta di un testo - spiega Cimino - che abbiamo esitato contestualmente al bilancio proprio per tracciare una linea comune tra la politica di rigore che stiamo portando avanti ed uno strumento che, in un momento di crisi, indichi alle imprese siciliane, e a chiunque intende investire qui da noi, la strada da seguire. Una strada che farà crescere il Pil della nostra regione”.
Sull’applicazione del credito d’imposta è stata effettuata una simulazione: nell’arco di sette anni gli investimenti dovrebbero aumentare di circa 1400 milioni di euro, il prodotto interno lordo di 2500 milioni di euro, con una sensibile riduzione del grado di dipendenza dell’economia siciliana dall’estero. Negli altri servizi del TgWeb si parla del progetto anti bullismo che coinvolge le scuole; delle iniziative che la Regione sta portando avanti per accrescere la sicurezza nei cantieri; dell’emergenza afta epizootica, per combattere la quale la Sicilia si candida a diventare il centro di referenza scientifico dei Paesi del bacino del Mediterraneo; della serata di gala che, a Roma, ha visto protagoniste sette delle migliori produzioni agroalimentari siciliane.
Il TgWeb della Regione siciliana è visibile anche sul canale satellitare Sky 887 “Administra.it”, il lunedì, il mercoledì e il venerdì alle ore 13.00 ed è inserito nel palinsesto di oltre 30 televisioni locali di tutta l’Isola. Per le emittenti che ne faranno richiesta, registrandosi sul sito, il TgWeb è disponibile in formato integrale broadcast ad alta risoluzione.

LUNEDI’ 3 NOVEMBRE SI PRESENTA IL CAMPER ANTIRACKET

Palermo, 31 ottobre 2008 - Lotta al racket del pizzo e dell’usura: l’assessore regionale per la Famiglia, le Politiche sociali e le Autonomie locali, Francesco Scoma presenterà alla stampa il “Camper antiracket ed antiusura”. L’incontro è in programma per lunedì 3 novembre alle ore 10 in piazza Politeama a Palermo. All’incontro con la stampa sono stati invitati, inoltre, il prefetto e il questore di Palermo e i comandanti provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Palermo e il rettore dell’università di Catania. Il “camper antiracket” dal giorno 5 di novembre avvierà l’attività di informazione e sensibilizzazione, curata dall’Associazione “Libero Futuro”, con la prima tappa in programma ad Agrigento. A seguire Trapani (6 novembre) e Palermo (7-8 novembre). Successivamente il camper effettuerà soste negli altri sei capoluoghi di provincia. Il servizio – che si affianca alle attività dei nove sportelli antiracket ed antiusura – rientra nell’ambito del progetto “Azioni di sistema per lo sviluppo della legalità”, finanziato dall’assessorato regionale per la Famiglia, le Politiche sociali e le Autonomie locali con un milione e 600 mila euro (risorse europee, misura 3.21, Por 2000-2006). Salvatore Wladimir Pantaleone

CENTRI COMMERCIALI: DI MAURO RISPONDE A CONFCOMMERCIO DI CALTANISSETTA

Palermo, 31 ottobre 2008 - “La Regione, come è noto ormai dalla stampa, constatando una diffusa inadempienza da parte dei comuni nell’applicare le regole previste dalla normativa vigente, ha semplicemente preso atto di una condizione di tutto il territorio isolano poco governabile sotto il profilo urbanistico commerciale poiché, senza una vera programmazione pluriennale, non era più possibile pensare a un processo di sviluppo ordinato. La circolare interrompe le istanze di nuova presentazione e obbliga i comuni al rispetto delle regole contenute nell’articolo 9 della legge regionale 28 del dicembre 1999. Tra qualche giorno sarà pronto il disegno di legge, che illustrerò alla stampa nel dettaglio, per regolamentare e risolvere un problema importante di natura sociale e commerciale”.
Per maggiore chiarezza, l’assessore al Commercio Roberto Di Mauro replica così alle dichiarazioni rese alla stampa dalla Confcommercio nissena, in cui si sostiene che la Regione abbia bloccato l’apertura di centri commerciali per tre anni. Il provvedimento testualmente dispone che “l’apertura, il trasferimento di sede e l'ampliamento della superficie di una grande struttura di vendita sono soggetti, a norma dell’articolo 9 della legge regionale 28, 22 dicembre 1999, ad autorizzazione rilasciata dal comune competente per territorio, nel rispetto della programmazione urbanistico-commerciale e in conformità alle determinazioni adottate dalla conferenza di servizi. E’, altresì, noto che l’articolo 5 della stessa legge dispone che i comuni sono tenuti ad adeguare gli strumenti urbanistici generali ed attuativi, approvati a mezzo di apposite varianti da adottare e trasmettere entro il termine di 180 giorni dalla pubblicazione delle direttive di cui al comma 1, all'Assessore regionale per il Territorio e l'Ambiente, il quale decide, anche prescindendo dal parere del Consiglio regionale dell'urbanistica, nel termine di 45 giorni dalla ricezione degli atti, decorso il quale, in caso di silenzio, le varianti si intendono approvate”. Nonostante il varo tempestivo delle norme di attuazione previste dalla stessa legge, i comuni sono stati inadempienti. Stefania Sgarlata

La Sicilia già in linea col protocollo di Kyoto

SOCIAL INNOVATION FORUM 2008. SORBELLO: “LA SICILIA È GIÀ IN LINEA
CON I DETTATI DEL PROTOCOLLO DI KYOTO” di Enzo Fricano

Palermo, 30 ottobre 2008- “La Sicilia ha oggi un'ottima produzione di energia prodotta da fonti rinnovabili pari a 5 mila megawatt e in prospettiva per produrre altri 8 mila megawatt”. L'assessore al Territorio e Ambiente, Giuseppe Sorbello, fa il punto della situazione energetica in Sicilia, al centro del convegno sul “Federalismo energetico” tenutosi oggi al Social Innovation Forum 2008 di Milano. “Dai dati emerge chiaramente - aggiunge Sorbello - che con l'attuale potenzialità termoelettrica la Sicilia copre il proprio fabbisogno energetico ed esporta energia per oltre il 10% della produzione, e parallelamente già adesso siamo in linea con i dettami del protocollo di Kyoto. Entro il 2020 avremo sicuramente più del 20% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, superando il limite nazionale. Questo dato incontrovertibile scaturisce non solo dalla attuale potenzialità eolica regionale, pari al 20% della potenzialità TE, ma anche dello scarno contributo che altre regioni italiane possono dare in termini di produzione di energia da fonti rinnovabili”. “La Sicilia - sottolinea ancora l’assessore - è pronta a far sì che si possa investire sulla produzione di energia da fonti rinnovabili, muovendosi nell'ottica di uno sviluppo sostenibile con il massimo riguardo alla tutela del paesaggio, dell'ambiente e con un'attenzione primaria alla salvaguardia della salute pubblica”. “Ciò significa, visto il modesto contributo delle altre regioni italiane alla produzione di energia da fonti rinnovabili - conclude Sorbello - che per le imprese è vantaggioso, in termini di costi-benefici, investire in Sicilia”.

- Potenzialità termoelettrica installata circa 5000 Megawatt

- Potenzialità eolica attuale circa 1000 Megawatt

Complessivamente gli impianti eolici
autorizzati dall’assessorato al Territorio e Ambiente sono circa 75.
E’ possibile lo sviluppo di potenza per altri 1000 Megawatt

201 progetti di impianti eolici al 30.09.08
in istruttoria o da istruire per una potenza di circa 5000 Megawatt

- Potenzialità fotovoltaico

1258 progetti di impianti fotovoltaici al 30.09.08
in istruttoria o da istruire per una potenza di circa 2000 Megawatt

Scheda riepilogativa impianti e relativa potenzialità termoelettrica

Termini Imerese 1260 Megawatt

S. Filippo del Mela 1260 Megawatt

Milazzo (turbogas FalK) 250 Megawatt

Augusta (3 gruppi ENEL) 70 Megawatt cadauno
da dismettere perché vetusti (anni 50)

Melilli (ENEL) 640 Megawatt

Priolo (Gruppi Nuce nord e sud) 500 Megawatt
(in corso di ristrutturazione)

Priolo (ISAB ENERGY) 500 Megawatt
(produzione da Tar)

Gela (ENI) 500 Megawatt

Porto Empedocle (ENEL) 100 Megawatt

Trapani (EON turbogas) 100 Megawatt
solo per le emergenze con 1500 ore autorizzate
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